mercoledì 29 maggio 2013

Assassin's creed 1




Altair 


"Nulla è reale, tutto è lecito". Assassin's creed è senza dubbio uno dei videogiochi che ha riscosso maggior successo: la fama che questo titolo ha acquisito è da attribuirsi non solo all'ottimo lavoro svolto dalla Ubisoft Montreal, ma anche all'eccezionale cura nei dettagli della storia e degli ambienti ricreati. La storia è ambienta nel 1191 durante la terza crociata, nei luoghi sabbiosi e devastati della Terra Santa: il protagonista, che chiameremo semplicemente Altair, è un membro della confraternita degli assassini, un ordine che ha come obbiettivo la difesa della libertà dell'uomo. Quest'ordine si contrappone a quello dei templari, il quale opprime il popolo con la forza e la violenza; entrambe le confraternite hanno lo stesso obbiettivo, mantenere la pace e l'ordine tra gli uomini ma mentre i templari esercitano il loro potere con violenza, gli assassini inseguono il nobile intento proteggendo la libertà dell'uomo. La trama vede questi due ordini che si scontrano per la conquista di un oggetto religioso di grande importanza chiamato il frutto dell'eden: questa reliquia è ricercata dai templari poiché è in grado di controllare la mente dell'uomo, di piegarla a proprio piacimento e dona al suo possessore poteri immensi. Ovviamente la trama di Altair è solamente una delle tante storie che sono presenti nel gioco: infatti noi vestiamo i panni di Desmon Miles, un discendente di Altair negli anni 2000, rapito dalla Abstergo Industries, nota casa farmaceutica, nuova base dell'ordine templare. Desmond non fa altro che rivivere i suoi ricordi contenuti nel suo DNA grazie ad una macchina chiamata animus, in grado appunto di fare rivivere i ricordi immagazzinati nel nostro codice genetico permettendo ai templari di ottenere le informazioni che cercano. 




Cercherò adesso di descrivere un po i caratteri generali del videogioco, ovviamente sempre un mio punto di vista, quindi puramente soggettivo. Il gamplay appare subito molto dinamico, la cura dei dettagli fa pensare ad un lavoro certosino da parte del team della Ubisoft, la trama è coinvolgente quanto basta ma non posso che notare dei difetti: quando ci rechiamo nelle città per svolgere le missioni affidateci, ci si trova sempre a fare le stesse cose, come l'osservazione dai punti alti della città, i pestaggi, i borseggi, quindi in generale sembra che abbia un andamento quasi monotono. Il tutto viene ricompensato dal doppiaggio ben riuscito e da una grafica niente male. Le missioni non risultano particolarmente difficili e tanto meno gli scontri, dato che ci troveremo ad affrontare molti nemici ma che ci attaccheranno uno alla volta, dandoci quindi il tempo di contrattaccare o evitare i loro colpi. Questi sono gli aspetti negativi, parliamo adesso di quelli positivi. La trama è ben articolata attraverso i vari blocchi di memoria che occupano tutta la durata del gioco, le storie dei vari personaggi sono ben connesse tra loro e ben strutturate, fedeli allo sfondo storico, e i personaggi sono ben caratterizzati, ognuno da una propria personalità.


Evidente è che il lavoro svolto da Ubisoft Montreal sia stato eccellente, anche se questo primo capitolo fa solo da incipit ad una serie che continua tutt'oggi: la saga di Assassin's creed conta per il momento di ben 5 titoli, di cui parlerò nei post successivi. Al momento è attesissimo il nuovo capitolo, Assassin's creed 4: Black flag. Il titolo forse meglio riuscito della saga è la trilogia di Ezio Auditore, protagonista di Assassin's creed 2, Brotherhood e Revelations. Ma di questo parlaremo prossimamente; voi che ne pensate? siete d'accordo con le mie opinioni, oppure siete in disaccordo? commentate e raccontatemi le vostre impressioni a riguardo.

 









venerdì 24 maggio 2013

This party getting crazy! Let's rock!

A dodici anni dalla comparsa nel mercato del primo capitolo della saga di Devil May Cry, ancora oggi non possiamo che parlarne, ed è un gioco che sicuramente merita il memoriale. Il primo titolo della saga riscosse moltissimo successo, accolto dai videogiocatori come un gioco innovativo e spettacolare, il seguito non fece successo quanto il primo ma il terzo fece tornare in cima alle classifiche questo brand. Un'evoluzione quella di Devil May Cry che ancora oggi continua anche se con uno staff modificato: infatti i primi produttori della serie fu la CAPCOM mentre il nuovo titolo chiamato DMC è passato sotto l'ala della Ninja Theory; cominciamo subito con la descrizione del titolo e con le opinioni sulla saga.


Il grandissimo Dante
In questo videogioco vestiamo i panni di un mezzo demone di nome Dante (richiami alla divina commedia in effetti non mancano, come è evidente nel terzo capitolo della saga dove i nemici prendono i nomi dei dannati dei gironi infernali) figlio del leggendario demone Sparda, il quale per difendere il genere umano dalla distruzione, chiuse il portale che collegava il mondo demoniaco a quello umano, ma essendo anch'esso un demone, i suoi poteri rimasero confinati al di là del portale demoniaco.Il primo capitolo vede il nostro caro Dante alle prese con un demone che a quanto pare, ha preso le redini e il comando del regno demoniaco: Mundus. Il nostro compare sarà accompagnato dalla giovane e attraente Trish, nonché collega di lavoro. Infatti Dante ha aperto un locale nel quale egli offre i suoi servigi come cacciatore di demoni a chi lo richiede e a chi ovviamente possiede il denaro. Dante è un personaggio molto carismatico a mio avviso, sicuro di se e dotato di un grandissimo talento nel provocare i nemici, prendendosi gioco di loro. Caratteristica del suo aspetto sono i capelli bianchi (che io trovo molto affascinanti su di lui )e il suo onnipresente e gigantesco ego, che spesso lo porterà a sembrare solo un uomo pieno di sé e a cacciarsi nei guai.



Dante in Devil May Cry 3 durante uno scontro con Vergil


Dante non sarà l'unico personaggio di questa avventura: infatti nel terzo capitolo veniamo a conoscenza dell'esistenza di un fratello gemello chiamato non a caso Virgil (altro richiamo alla divina commedia), il quale a differenza del fratello, lotta a fianco degli eserciti demoniaci per riportare alla luce il grande potere del padre. Un altro personaggio secondario è Lady, ragazza figlia di un uomo che vuole diventare demone, alleato di Virgil, che incontra in Devil May Cry 3. Il gamplay è in terza persona e le scene di combattimento sono arricchite da una costante musica metal in sottofondo, che anche per chi non è appassionato del genere, finirà per coinvolgervi ancora di più negli sfrenati combattimenti del protagonista contro una svariata successione di nemici. Per quanto concerne lo stile di combattimento, Devil May Cry si piazza in una posizione molto alta, ogni mossa dà un punteggio il quale si può aumentare con le svariate combo che il personaggio apprenderà e che già conosce. Alla fine di ogni livello, verrà fatta una scheda di valutazioni dove verranno valutate le combo, l'utilizzo degli oggetti, il tempo e le morti. Lo stile di combattimento è reso molto dinamico dalla velocità e dalla prontezza del personaggio nel combattere con la spada, con le pistole e vi è anche la possibilità di entrare in modalità Devil Trigger, nel quale Dante mostra la sua natura demoniaca. Questo terzo capitolo non è il seguito del secondo, ma bensì un antefatto del primo, dove troviamo un Dante ancora giovane, più sfrontato e ancora più sicuro di sé. Il suo carisma non diminuisce mai ma bensì aumenta in ogni capitolo fino a culminare nell'ultima produzione della Ninja Theory, che a parer mio, ha rovinato una delle migliori saghe dell'ultimo decennio, ma di questo parlerò più avanti.


Alla sinistra Dante, alla destra Nero
Il quarto capitolo della saga non vede come protagonista Dante, ma un altro ragazzo di nome Nero: non si sa bene chi sia, ma sappiamo per certo che anche lui è un discendente del leggendario Sparda e possiede un braccio demoniaco. Le analogie tra i due sono facili da trovare poichè Nero è molto simile caratterialmente e fisicamente al Dante di  Devil May Cry 3, entrambi smorfiosi e troppo sicuri di sé. Vestiremo i panni del diciassettenne Nero e in seguito, verso metà del gioco, in alcuni capitoli vestiremo nuovamente i panni del nostro beniamino Dante, con la possibilità di scegliere tra gli stili di combattimento già evidenziati nel capitolo precedente. Qui lo scontro tra le forze demoniache e i due cacciatore di demoni si carica e si fa ancora più coinvolgente grazie ai nuovissimi poteri del giovane Nero. Il gamplay è rimasto invariato, con qualche ritocco qua e là dello stile di combattimento nonché un notevole miglioramento della grafica. Lo scontro epico tra i due protagonisti della saga è qualcosa di spettacolare.

Dante in DMC

Il quinto e ultimo capitolo della saga (ultimo perchè è stato l'ultimo ad uscire non si sa se ne faranno degli altri) è un reboot. Troviamo nuovamente Dante giovane, ma qui veniamo a conoscenza di alcuni dettagli della sua origine che non conoscevamo prima: egli è si mezzo demone ma anche mezzo angelo, o per meglio dire un Nephilim, una creatura dal sangue misto. In questa nuova avventura Dante se la vedrà con i demoni che hanno preso il controllo di una città, comandati da Mundus, il signore dei demoni che Dante ucciderà nel primo capitolo della saga, possiederà nuove armi e nuove mosse, nonché uno stile di combattimento perfezionato e una grafica eccezionale. Unica pecca è che la trama in sé per sé non sa di molto: infatti non è stato accolto con grande entusiasmo e i fan della saga sono rimasti molto delusi dal vedere l'eroe tanto amato trasformato in un personaggio, sì caparbio, testardo, egocentrico, ma mutilo di quelle caratteristiche che ci hanno fatto amare Dante nei capitoli precedenti. Voi che ne pensate? Scrivere e commentare con le vostre opinioni su questa saga che ha fatto impazzire milioni di videogiocatori e che adesso si trovano delusi dal nuovo prodotto.


lunedì 20 maggio 2013

In viaggio verso Syberia...

Dopo una lunga pausa, eccomi di nuovo a parlare di un best seller del mondo videoludico: già dal titolo e dall'immagine qui a fianco potete intuire quale sia il titolo in questione. Syberia, prodotto dalla Microids e nato dalla geniale mente del fumettista belga Benoit Sokal, è un'avventura grafica che vi porterà o vi ha già portati in un mondo fatto di sogni. La trama in se è molto semplice e lineare: vestiremo i panni di una giovane avvocatessa di New York, Kate Walker,  recatasi nella cittadina di Valadilene per portare a termine la vendita della fabbrica d'automi Voralberg, sulla quale si basa l'economia del paese, per conto della sua società.



 Ma come sempre le cose non vanno come previsto: la donna proprietaria della fabbrica, Hanna Voralberg che avrebbe dovuto firmare l'atto di proprietà muore il giorno prima dell'arrivo di Kate alla cittadina. Le cose sembrerebbero risolversi con una semplice azione legale, ma quando il notaio dichiara a Kate dell'esistenza di un erede (nonché fratello di Hanna specciato per morto molto tempo fa), alla quale la fabbrica spetterebbe di diritto cominciano le grandi avventure dell'avvocatessa; Kate quindi parte alla ricerca dell'erede, Hans Voralberg, un uomo ormai vecchio ma rimasto un bambino (sia nell'altezza sia soprattutto nello spirito), sperduto in chissà quale parte del mondo.




 La ricerca porterà Kate a trovare non solo l'erede, ma a trovare un nuovo scopo nella vita, una nuova sensibilità. Non è tanto la trama che affascina, ma il modo in cui essa si articola attraverso le varie città e i vari personaggi che si incontrano durante il viaggio, tutti definiti e caratterizzati al massimo per rendere questa storia indimenticabile. Ogni personaggio che incontreremo sarà venuto in contatto con il giovane Hans e ci aiuteranno a costruire un ritratto di un uomo che è ossessionato dall'idea di raggiungere un luogo fantastico, dove i mammut vivono in pace e tranquillità: questo luogo è la Syberia. Gli enigmi che ci troveremo ad affrontare sono di media difficoltà, tutti congegnati dallo stesso Hans che in un certo senso, ci accompagna in questa ricerca grazie sia alle innumerevoli invenzioni che la sua mente geniale ha inventato, sia grazie ad Oscar, l'automa di invenzione di Hanna Voralberg che avrebbe dovuto accompagnarla nella ricerca del fratello perduto


Attraverso luoghi spettacolari, storie surreali, ricordi e molto altro ancora, Kate ci accompagnerà nella più grande avventura grafica dell'ultimo millennio: colpi di scena, suspance, umorismo, e tanto altro ancora fanno di Syberia un MUST per tutti gli appassionati di questo genere e non( perchè fidatevi, coinvolgerà anche chi era scettico come me verso questo tipo di giochi); la storia commovente e strappalacrime, la colonna sonora perfetta e un doppiaggio molto ben riuscito sono le caratteristiche di Syberia, il tutto arricchito da un finale bellissimo e coinvolgente. Grazie Microids, grazie Benoit per aver dato alla luce questa opera fantastica

 

giovedì 9 maggio 2013

Chiusa una porta, si apre...




    La domanda che ci assale da sempre, credenti o non credenti , è cosa succederà dopo la morte? Che ne sarà della mia anima? Che ne sarà della mia persona, sparirò semplicemente nel nulla oppure vi è una qualche sorta di vita oltre la morte? Sono domande alle quali nessuno può rispondere per certo, alcuni si rifugiano nella fede, altri ritengono che non ci sia niente, altri invece inventano videogiochi sull'argomento.


    Proprio la Quantic Dream, conosciuto anche per il bellissimo capolavoro videoludico Heavy Rain, ha deciso di proporci una nuova avventura con tematica la vita dopo la morte: sto parlando di Beyond Two Souls;  questa volta vestiremo i panni di una donna di nome Jodie Holmes, della quale vivremo gli ultimi quindici anni passati alla scoperta dei suoi poteri e delle forze che la possiedono. Non sappiamo molto altro sulla trama del gioco, e guardando qualche trailer possiamo capire ben poco sulla trama ma questo non mi permette di fare qualche considerazione: la grafica di Beyons Two Souls non è affatto diversa da quella di Heavy Rain e le similitudini sono piuttosto evidenti, persino l'espressività dei personaggi, gli ambienti cupi e tristi in cui si svolgono le due vicende.







     Di questo gioco quello che mi incuriosisce maggiormente è la storia del personaggio: Jodie viene ritrovata da un agente di polizia non si sa dove e portata alla centrale per capire quello che le è successo. Dal trailer possiamo notare che la giovane è spaventata, terrorizzata ma allo stesso tempo assorta completamente nei suoi pensieri: le uniche parole che proferisce sono "stanno arrivando", è evidente quindi che abbia qualche potere psichico, teoria affermata dalla tazza di caffè che spicca immediatamente il volo quando l'agente si avvicina. Quando l'agente esce dalla stanza, sembra che jodie parli con qualcuno che la osservi dall'alto, oppure parla con qualcuno nella sua mente. Ma come avrà fatto la ragazza ad ottenere questi poteri? Chi o cosa le permette di utilizzarli? Ma soprattutto, le ha sempre avuti oppure si tratta di una sorta di esperimento andando male? Quest'ultima tesi sembrerebbe essere confermata dalla cicatrice che ha sulla nuca. Essendo un fan di Heavy Rain che ripeto, ho trovato spettacolare non solo come grafica ma anche come trama, emozionante, coinvolgente, sono curioso di sapere tutto su questo nuovo titolo.


    Elemento da elogiare della Quantic Dream è proprio la loro capacità di non fare sembrare i loro videogiochi solamente videogiochi, ma bensì film interattivi: i loro giochi vengono programmati e sviluppati per accogliere in un certo senso il giocatore all'interno della storia che si sta svolgendo, come se noi non fossimo solo spettatori di quello che vediamo, ma come in Heavy Rain, la storia cambiasse a secondo delle nostre scelte, quindi siamo noi a decidere quale sarà la sorte di ogni personaggio e la conseguente storia; sembra quasi un film interattivo e secondo me, questa è una grande qualità rispetto ad altri videogiochi dove si, le emozioni sono presenti, veniamo coinvolti emotivamente, ma spesso ci troviamo a chiederci ( almeno per quanto mi riguarda) cosa sarebbe successo se invece di fare una cosa, ne avessimo fatta un'altra? La Quantic Dream in questo ci apre non un portone, ma un'enorme varietà di scelte che si proiettano davanti a noi e ci permettono di interagire veramente con i personaggi e la loro storia.


    Non sappiamo ancora se in Beyond Two Souls sarà presente questa caratteristica di gioco, anche se lo spero vivamente. Da quanto appare dal trailer, sembrerebbe proprio un bel titolo, degno di essere collezionato negli scaffali di qualunque appassionato videogiocatore come il sottoscritto. Il gioco sarà disponibile in Europa dall'11 Ottombre di quest'anno in esclusiva per Playstation 3. Vi lascio con un trailer e se vi va, commentate scrivendo le vostre opinioni sia sul trailer che sulle mie impressioni e opinioni su questo videogioco. Buona Visione




martedì 7 maggio 2013

Seguendo l'onda dell'apocalisse...








Come già chiarito dal titolo e dal trailer inserito in questo mio nuovo post, l'argomento è l'apocalisse e in particolare parliamo del nuovissimo videogame della Sony Entertainment, sviluppato dalla Naughty dog: The Last of Us, esclusiva per playstation 3

The Last of Us è un videogioco survival in uscita per il 14 Giugno. A prima vista, la trama sembrerebbe parlare dell'ennesima apocalisse di zombie che infesta il mondo e con pochi sopravvissuti ad essa: in effetti non ci sbagliamo di molto perché la trama di The Last of Us parla proprio di un'infezione causata da un particolare tipo di fungo chiamato cordyceps, il quale rilascia delle spore che vanno poi ad infettare chi le inala, prendendo così il controllo del corpo. In questa nuova avventura vestiremo i panni di Joel, un ex cacciatore che adesso si ritrova a vendere droga al mercato nero, affiancato da Ellie, una quattordicenne che non conosce assolutamente niente del mondo pre-apocalittico .


Non possiamo non notare le similitudini cono diversi suoi predecessori, come Resident Evil e il film "Io sono Leggenda" nei quali troviamo appunto locations apocalittiche, mostri infettati da strani virus e l'umanità sull'orlo dell'estinzione. The Last of Us sembrerebbe riproporci tutto questo ma prestando più attenzione alle relazioni che intercorrono tra personaggio e personaggio: mentre in giochi come i primi Resident Evil dovevamo limitarci a sparare e uccidere zombie per poter sopravvivere, qui l'attenzione è spostata più sul  carattere di ogni personaggio e sul modo di interagire tra di loro. Oltremodo evidente è la similitudine del rapporto Joel-Ellie con quello di Nathan Drake-Victor Sullivan, protagonisti di Uncharted, saga di grande successo della software house Naughty Dog: infatti sia Joel che Victor provano un affetto paterno verso i loro protetti, rispettivamente Ellie e Drake. Anche la fisionomia di Joel sembrerebbe essere una versione più invecchiata di Drake, sarà una casualità o è stato fatto per un qualche oscuro motivo?




Anche il gamplay sembrerebbe rinnovato: il personaggio deve curarsi con medicinali che dobbiamo trovare durante il gioco, quindi la sua vita non si ricaricherà più in automatico come siamo abituati a vedere in Uncharted, l'IA dei nemici sembrerebbe più reattiva e più "meschina": possiamo essere aggrediti dai nemici proprio quando finiamo i proiettili per le nostre armi, come se il nemico capisse che ci troviamo in difficoltà e ne approfittasse per peggiorare la situazione! Il sistema di combattimento è stato ideato per alternare momenti di combattimento corpo a corpo, a momenti in cui bisogna sparare, con un mirino e una modalità di puntamento non troppo difficile e complicata.


Non sono mai stato un patito del genere survival ma devo ammettere che questo titolo sembra avere tutte le carte in regola per diventare un best of playstation 3 e scalare così la tanto agognata scalinata verso l'Olimpo dei videogiochi; voi cosa ne pensate? Siete curiosi anche voi di scoprire cosa avrà in serbo per noi The Last of Us, oppure no? Pensate che sia ancora una volta la solita apocalisse, o pensate che possa essere degno di nota? Gommendade Gommendade Gommendade (cit.)


lunedì 6 maggio 2013

Le avventure del giovane principe

" Molti credono che il tempo sia come un fiume, che scorre lento in un'unica direzione, ma io che l'ho visto da vicino posso assicurarti che si sbagliano: il tempo è come un mare in tempesta"



Così ha inizio il primo capitolo di un'altra grande saga di successo prodotta da Ubisoft: sto parlando di Prince of Persia: le sabbie del tempo, pubblicato nel 2003 e subito si è guadagnato un posto nell'Olimpo dei videogames del genere action. Il gioco narra delle vicende del giovane principe, figlio del grande e potente re di Persia Shahraman: durante la sua prima battaglia, nelle terre del Maharajah, come trofeo di guerra recupera un misterioso pugnale, che secondo la leggenda è in grado di controllare il tempo. In realtà il pugnale è si in grado di controllare il tempo, ma è soprattutto una chiave, in grado di aprire una clessidra nelle quali sono custodite le fantomatiche sabbie del tempo,contenute in minima parte all'interno del pugnale: chi aprirà libererà le sabbie sarà in grado di controllare il tempo stesso, cambiare la storia e diventare immortale; introno a questa trama ruotano "Prince of Persia: le sabbie del tempo", "Prince of Persia: spirito guerriero"e "Prince of Persia: i due troni". Nel corso della storia il principe affronterà una vasta gamma di nemici e incontrerà persone che segneranno nel profondo la sua vita e cambieranno la sua percezione del mondo. Il principe è un personaggio caratterialmente molto impulsivo, desideroso di dimostrare non solo al padre, ma anche al resto del mondo che non è più un ragazzino ed è in grado di combattere guerre rendendo onore e gloria alla sua patria e alla sua stirpe. Orgoglioso e immaturo, desideroso di vendetta contro il Vizir traditore, il protagonista è affiancato dalla giovane principessa Farah, figlia del Maharajah al quale il principe ha rubato il pugnale. Farah è il personaggio che completa il principe: è equilibrata, veloce e capace di tenere a freno il protagonista da azioni spericolate. Infatti spesso si ritroverà a ingaggiare scontri contro nemici senza l'ausilio sul campo di Farah, la quale sceglie invece di combatte da angolazioni più protette e alte con il suo arco incantato. L'ambientazione esotica alla " mille e una notte" rendono questo videogioco, a parer mio, uno dei più grandi capolavori che la Ubisoft abbia mai realizzato e pubblicato: le battute che il principe e la principessa si scambiano durante l'avventura sono divertenti e questo contribuisce a renderlo non solo un gioco "uccidi e prosegui", ma anche molto interessante da seguire, con momenti di suspance alternati a momenti di intensità amorosa, e ancora alternati ad altri momenti di idiozia generale. Le orde di nemici non sono particolarmente difficili da fronteggiare e gli enigmi non sono impossibili.




        Dopo il termine della trilogia e la pubblicazione di un nuovo Prince of persia, che non ha riscosso il successo dei primi tre, è stato prodotto dalla Walt Disney Pictures, con la regia di Mike Newell, regista di altri film di successo come "Harry Potter e il calice di fuoco", la versione cinematografica del gioco in questione, con un cast di tutto rispetto e un incasso di ben 335 milioni e passa di dollari, guadagnandosi il maggior incasso tra i film tratti da videogiochi. Il film narra la storia di un principe di un giovane ragazzo di nome Dastan, accolto dal re di Persia nella famiglia reale per le sue grandi qualità e fatto principe: vi sono riferimenti a tutta la trilogia della Ubisoft anche se, in fin dei conti, la trama è completamente differente. Primo punto di diversità, nel videogioco il principe non ha mai un nome, viene chiamato da tutti sempre e solo "principe", la principessa non si chiama Tamina, ma Farah come già descritto in precedenza, il Visir non era lo zio del principe e neanche un lontano parente, e la clessidra non serviva per meri scopi politici, ma bensì per un alto scopo come l'immortalità! Il film in sé per sé non è niente male, è degno di essere visto e collezionato, ma non può superare le emozioni che riesce a trasmettere il videogioco. Consolazione magra per la trama differente, è il caro principino, interpretato niente poco di meno che dall'affascinantissimo Jake Gyllenhaal, attore che ha raggiunto la notorietà nel film "Donnie Darko": inizialmente per la parte del protagonista il regista aveva in mente di ingaggiare un nobile attore perisano, David Zandi, oppure Orlando Bloom, che con quel faccino da bravo ragazzo, non sarebbe stato adatto ad interpretare un ruolo come il principe di Persia.


       Subito dopo l'uscita del film, è stato pubblicato sempre dalla Ubisoft un quarto capitolo della serie videoludica: sto parlando di "Prince of Persia: le sabbie dimenticate", capitolo che cronologicamente si colloca tra la fine del primo e l'inizio del secondo. Questa volta il principe è alle prese con un altro tipo di sabbie, differenti dalle sabbie del tempo. La storia parla del principe, che andato in visita del fratello Malik per imparare a governare un impero, trova la città asserragliata da un nemico sconosciuto. A Malik non rimane altra scelta che liberare il mitologico esercito di Re Salomone, grande re Persiano che con l'aiuto dei jinn suoi alleati, era riuscito a sconfiggere il jinn malvagio a capo degli Ifrit, una fazione di jinn che si opponeva all'alleanza con gli umani, e a rinchiuderlo dentro una prigione apribile solamente con un talismano.



Anche questo capitolo non riscosse molto successo, ma la fine del gioco ci fa presupporre che ci possa essere un sequel, come successe con Prince of Persia del 2008, il primo pubblicato dalla Ubisoft Montreal dopo il successo della trilogia. In questo nuovo e diversissimo capitolo della saga, troviamo un principe che non è più principe, una storia che non ha niente in comune con le precedenti (se non per l'asina perduta del principe che si chiama Farah e alcuni rimandi generici e misteriosi del principe ad una sua vecchia vita), una grafica completamente rinnovata, basata sull'effetto "cartone", piuttosto che sui dettagli reali. La trama parla di un mitologico regno sperduto nelle terre della Persia dove vi è custodito l'Albero della Vita, prigionia del dio del caos Ahriman: in questa storia ci imbattiamo in Elika, principessa di questo regno ormai in rovina e la dovremo aiutare a risanare i suoli fertili che permettono di dare energia al tempio dove vi è l'albero per poter imprigionare nuovamente il dio, dopo la sua liberazione da parte del padre di Elika per motivi che non starò a spoilerare. Quello che emerge da questi ultimi due capitoli della saga è che molto probabilmente la Ubisoft avrà in serbo per noi molte altre sorprese, starà a noi aspettare con il fiato sospeso.




venerdì 3 maggio 2013

Caro Tomb Raider, ti scrivo

" Tutto quello che è perso deve essere ritrovato"

Tomb Raider, sicuramene una grandissima saga che sin dal 1996 ha appassionato grandi e piccoli del genere ludico delle avventure dinamiche. Per chi non lo sapesse, Tomb Raider è  una serie di videogiochi, poi diventata anche cinematografica per una produzione di soli 2 film, che narra le avventure della giovane e sexy archeologa Lara Croft, alle prese con misteriose storie e antichi reperti ritenuti leggende dal resto del mondo. Ogni episodio della saga porta la giovane archeologa negli angoli più remoti del globo alla ricerca non solo di reperti storici, ma di risposte, affrontando sfide pericolose e sfidando uomini bramosi di potere, riuscendo sempre a fermare i loro piani malvagi e a trovarsi in guai sempre peggiori. Parlando della saga videoludica, Tomb Raider ha sempre riscosso un enorme e meritato successo, apprezzato ma anche criticato dagli appassionati del genere ma quello di cui vorrei parlare stasera non è tanto la fama che continua a collezionare la serie, ma la ragione di così tanta fama; quindi la mia domanda è questa: cos'é che rende Tomb Raider unico nel suo genere? I motivi possono essere molteplici: a cominciare dalla protagonista, una donna forte, sexy che sa e ottiene sempre quello che vuole, oppure sarà il mistero che avvolge ogni singolo capitolo della sua storia. Tenendo conto di queste considerazioni, chi meglio di Angelina  Jolie poteva interpretare il ruolo di Lara Croft nella produzione cinematografica della serie? Incarna perfettamente il carattere dell'archeologa, forte, indipendente e bella: un trio che se unito può far tremare il mondo. L'ultimo capitolo della saga, vede la giovane archeologa compiere i suoi primi passi nel mondo dell'archeologia, cambiando il genere da avventura dinamica a survival/action-adventure, apprezzato dalla critica ancora prima della sua uscita, pubblicato dalla Square Enix, famosa per un'altra serie di cui parlerò in seguito, Final Fantasy, e prodotto dalla Crystal Dynamics padre di tutti i Tomb Raider. Non vediamo l'ora di scoprire cosa avrà in serbo per noi questa volta la bellissima Lara