venerdì 24 maggio 2013

This party getting crazy! Let's rock!

A dodici anni dalla comparsa nel mercato del primo capitolo della saga di Devil May Cry, ancora oggi non possiamo che parlarne, ed è un gioco che sicuramente merita il memoriale. Il primo titolo della saga riscosse moltissimo successo, accolto dai videogiocatori come un gioco innovativo e spettacolare, il seguito non fece successo quanto il primo ma il terzo fece tornare in cima alle classifiche questo brand. Un'evoluzione quella di Devil May Cry che ancora oggi continua anche se con uno staff modificato: infatti i primi produttori della serie fu la CAPCOM mentre il nuovo titolo chiamato DMC è passato sotto l'ala della Ninja Theory; cominciamo subito con la descrizione del titolo e con le opinioni sulla saga.


Il grandissimo Dante
In questo videogioco vestiamo i panni di un mezzo demone di nome Dante (richiami alla divina commedia in effetti non mancano, come è evidente nel terzo capitolo della saga dove i nemici prendono i nomi dei dannati dei gironi infernali) figlio del leggendario demone Sparda, il quale per difendere il genere umano dalla distruzione, chiuse il portale che collegava il mondo demoniaco a quello umano, ma essendo anch'esso un demone, i suoi poteri rimasero confinati al di là del portale demoniaco.Il primo capitolo vede il nostro caro Dante alle prese con un demone che a quanto pare, ha preso le redini e il comando del regno demoniaco: Mundus. Il nostro compare sarà accompagnato dalla giovane e attraente Trish, nonché collega di lavoro. Infatti Dante ha aperto un locale nel quale egli offre i suoi servigi come cacciatore di demoni a chi lo richiede e a chi ovviamente possiede il denaro. Dante è un personaggio molto carismatico a mio avviso, sicuro di se e dotato di un grandissimo talento nel provocare i nemici, prendendosi gioco di loro. Caratteristica del suo aspetto sono i capelli bianchi (che io trovo molto affascinanti su di lui )e il suo onnipresente e gigantesco ego, che spesso lo porterà a sembrare solo un uomo pieno di sé e a cacciarsi nei guai.



Dante in Devil May Cry 3 durante uno scontro con Vergil


Dante non sarà l'unico personaggio di questa avventura: infatti nel terzo capitolo veniamo a conoscenza dell'esistenza di un fratello gemello chiamato non a caso Virgil (altro richiamo alla divina commedia), il quale a differenza del fratello, lotta a fianco degli eserciti demoniaci per riportare alla luce il grande potere del padre. Un altro personaggio secondario è Lady, ragazza figlia di un uomo che vuole diventare demone, alleato di Virgil, che incontra in Devil May Cry 3. Il gamplay è in terza persona e le scene di combattimento sono arricchite da una costante musica metal in sottofondo, che anche per chi non è appassionato del genere, finirà per coinvolgervi ancora di più negli sfrenati combattimenti del protagonista contro una svariata successione di nemici. Per quanto concerne lo stile di combattimento, Devil May Cry si piazza in una posizione molto alta, ogni mossa dà un punteggio il quale si può aumentare con le svariate combo che il personaggio apprenderà e che già conosce. Alla fine di ogni livello, verrà fatta una scheda di valutazioni dove verranno valutate le combo, l'utilizzo degli oggetti, il tempo e le morti. Lo stile di combattimento è reso molto dinamico dalla velocità e dalla prontezza del personaggio nel combattere con la spada, con le pistole e vi è anche la possibilità di entrare in modalità Devil Trigger, nel quale Dante mostra la sua natura demoniaca. Questo terzo capitolo non è il seguito del secondo, ma bensì un antefatto del primo, dove troviamo un Dante ancora giovane, più sfrontato e ancora più sicuro di sé. Il suo carisma non diminuisce mai ma bensì aumenta in ogni capitolo fino a culminare nell'ultima produzione della Ninja Theory, che a parer mio, ha rovinato una delle migliori saghe dell'ultimo decennio, ma di questo parlerò più avanti.


Alla sinistra Dante, alla destra Nero
Il quarto capitolo della saga non vede come protagonista Dante, ma un altro ragazzo di nome Nero: non si sa bene chi sia, ma sappiamo per certo che anche lui è un discendente del leggendario Sparda e possiede un braccio demoniaco. Le analogie tra i due sono facili da trovare poichè Nero è molto simile caratterialmente e fisicamente al Dante di  Devil May Cry 3, entrambi smorfiosi e troppo sicuri di sé. Vestiremo i panni del diciassettenne Nero e in seguito, verso metà del gioco, in alcuni capitoli vestiremo nuovamente i panni del nostro beniamino Dante, con la possibilità di scegliere tra gli stili di combattimento già evidenziati nel capitolo precedente. Qui lo scontro tra le forze demoniache e i due cacciatore di demoni si carica e si fa ancora più coinvolgente grazie ai nuovissimi poteri del giovane Nero. Il gamplay è rimasto invariato, con qualche ritocco qua e là dello stile di combattimento nonché un notevole miglioramento della grafica. Lo scontro epico tra i due protagonisti della saga è qualcosa di spettacolare.

Dante in DMC

Il quinto e ultimo capitolo della saga (ultimo perchè è stato l'ultimo ad uscire non si sa se ne faranno degli altri) è un reboot. Troviamo nuovamente Dante giovane, ma qui veniamo a conoscenza di alcuni dettagli della sua origine che non conoscevamo prima: egli è si mezzo demone ma anche mezzo angelo, o per meglio dire un Nephilim, una creatura dal sangue misto. In questa nuova avventura Dante se la vedrà con i demoni che hanno preso il controllo di una città, comandati da Mundus, il signore dei demoni che Dante ucciderà nel primo capitolo della saga, possiederà nuove armi e nuove mosse, nonché uno stile di combattimento perfezionato e una grafica eccezionale. Unica pecca è che la trama in sé per sé non sa di molto: infatti non è stato accolto con grande entusiasmo e i fan della saga sono rimasti molto delusi dal vedere l'eroe tanto amato trasformato in un personaggio, sì caparbio, testardo, egocentrico, ma mutilo di quelle caratteristiche che ci hanno fatto amare Dante nei capitoli precedenti. Voi che ne pensate? Scrivere e commentare con le vostre opinioni su questa saga che ha fatto impazzire milioni di videogiocatori e che adesso si trovano delusi dal nuovo prodotto.


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