lunedì 6 maggio 2013

Le avventure del giovane principe

" Molti credono che il tempo sia come un fiume, che scorre lento in un'unica direzione, ma io che l'ho visto da vicino posso assicurarti che si sbagliano: il tempo è come un mare in tempesta"



Così ha inizio il primo capitolo di un'altra grande saga di successo prodotta da Ubisoft: sto parlando di Prince of Persia: le sabbie del tempo, pubblicato nel 2003 e subito si è guadagnato un posto nell'Olimpo dei videogames del genere action. Il gioco narra delle vicende del giovane principe, figlio del grande e potente re di Persia Shahraman: durante la sua prima battaglia, nelle terre del Maharajah, come trofeo di guerra recupera un misterioso pugnale, che secondo la leggenda è in grado di controllare il tempo. In realtà il pugnale è si in grado di controllare il tempo, ma è soprattutto una chiave, in grado di aprire una clessidra nelle quali sono custodite le fantomatiche sabbie del tempo,contenute in minima parte all'interno del pugnale: chi aprirà libererà le sabbie sarà in grado di controllare il tempo stesso, cambiare la storia e diventare immortale; introno a questa trama ruotano "Prince of Persia: le sabbie del tempo", "Prince of Persia: spirito guerriero"e "Prince of Persia: i due troni". Nel corso della storia il principe affronterà una vasta gamma di nemici e incontrerà persone che segneranno nel profondo la sua vita e cambieranno la sua percezione del mondo. Il principe è un personaggio caratterialmente molto impulsivo, desideroso di dimostrare non solo al padre, ma anche al resto del mondo che non è più un ragazzino ed è in grado di combattere guerre rendendo onore e gloria alla sua patria e alla sua stirpe. Orgoglioso e immaturo, desideroso di vendetta contro il Vizir traditore, il protagonista è affiancato dalla giovane principessa Farah, figlia del Maharajah al quale il principe ha rubato il pugnale. Farah è il personaggio che completa il principe: è equilibrata, veloce e capace di tenere a freno il protagonista da azioni spericolate. Infatti spesso si ritroverà a ingaggiare scontri contro nemici senza l'ausilio sul campo di Farah, la quale sceglie invece di combatte da angolazioni più protette e alte con il suo arco incantato. L'ambientazione esotica alla " mille e una notte" rendono questo videogioco, a parer mio, uno dei più grandi capolavori che la Ubisoft abbia mai realizzato e pubblicato: le battute che il principe e la principessa si scambiano durante l'avventura sono divertenti e questo contribuisce a renderlo non solo un gioco "uccidi e prosegui", ma anche molto interessante da seguire, con momenti di suspance alternati a momenti di intensità amorosa, e ancora alternati ad altri momenti di idiozia generale. Le orde di nemici non sono particolarmente difficili da fronteggiare e gli enigmi non sono impossibili.




        Dopo il termine della trilogia e la pubblicazione di un nuovo Prince of persia, che non ha riscosso il successo dei primi tre, è stato prodotto dalla Walt Disney Pictures, con la regia di Mike Newell, regista di altri film di successo come "Harry Potter e il calice di fuoco", la versione cinematografica del gioco in questione, con un cast di tutto rispetto e un incasso di ben 335 milioni e passa di dollari, guadagnandosi il maggior incasso tra i film tratti da videogiochi. Il film narra la storia di un principe di un giovane ragazzo di nome Dastan, accolto dal re di Persia nella famiglia reale per le sue grandi qualità e fatto principe: vi sono riferimenti a tutta la trilogia della Ubisoft anche se, in fin dei conti, la trama è completamente differente. Primo punto di diversità, nel videogioco il principe non ha mai un nome, viene chiamato da tutti sempre e solo "principe", la principessa non si chiama Tamina, ma Farah come già descritto in precedenza, il Visir non era lo zio del principe e neanche un lontano parente, e la clessidra non serviva per meri scopi politici, ma bensì per un alto scopo come l'immortalità! Il film in sé per sé non è niente male, è degno di essere visto e collezionato, ma non può superare le emozioni che riesce a trasmettere il videogioco. Consolazione magra per la trama differente, è il caro principino, interpretato niente poco di meno che dall'affascinantissimo Jake Gyllenhaal, attore che ha raggiunto la notorietà nel film "Donnie Darko": inizialmente per la parte del protagonista il regista aveva in mente di ingaggiare un nobile attore perisano, David Zandi, oppure Orlando Bloom, che con quel faccino da bravo ragazzo, non sarebbe stato adatto ad interpretare un ruolo come il principe di Persia.


       Subito dopo l'uscita del film, è stato pubblicato sempre dalla Ubisoft un quarto capitolo della serie videoludica: sto parlando di "Prince of Persia: le sabbie dimenticate", capitolo che cronologicamente si colloca tra la fine del primo e l'inizio del secondo. Questa volta il principe è alle prese con un altro tipo di sabbie, differenti dalle sabbie del tempo. La storia parla del principe, che andato in visita del fratello Malik per imparare a governare un impero, trova la città asserragliata da un nemico sconosciuto. A Malik non rimane altra scelta che liberare il mitologico esercito di Re Salomone, grande re Persiano che con l'aiuto dei jinn suoi alleati, era riuscito a sconfiggere il jinn malvagio a capo degli Ifrit, una fazione di jinn che si opponeva all'alleanza con gli umani, e a rinchiuderlo dentro una prigione apribile solamente con un talismano.



Anche questo capitolo non riscosse molto successo, ma la fine del gioco ci fa presupporre che ci possa essere un sequel, come successe con Prince of Persia del 2008, il primo pubblicato dalla Ubisoft Montreal dopo il successo della trilogia. In questo nuovo e diversissimo capitolo della saga, troviamo un principe che non è più principe, una storia che non ha niente in comune con le precedenti (se non per l'asina perduta del principe che si chiama Farah e alcuni rimandi generici e misteriosi del principe ad una sua vecchia vita), una grafica completamente rinnovata, basata sull'effetto "cartone", piuttosto che sui dettagli reali. La trama parla di un mitologico regno sperduto nelle terre della Persia dove vi è custodito l'Albero della Vita, prigionia del dio del caos Ahriman: in questa storia ci imbattiamo in Elika, principessa di questo regno ormai in rovina e la dovremo aiutare a risanare i suoli fertili che permettono di dare energia al tempio dove vi è l'albero per poter imprigionare nuovamente il dio, dopo la sua liberazione da parte del padre di Elika per motivi che non starò a spoilerare. Quello che emerge da questi ultimi due capitoli della saga è che molto probabilmente la Ubisoft avrà in serbo per noi molte altre sorprese, starà a noi aspettare con il fiato sospeso.




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