venerdì 21 giugno 2013

Final Fantasy XIII


Quest'oggi vorrei parlarvi di Final Fantasy XII che, nonostante tutte le critiche fattegli, è un videogame che fa parte di una grande saga, appartenente alla grandissima SQUARE ENIX. Cercherò di evitare qualsiasi forma di spoiler, per chi non lo avesse ancora giocato. Detto questo, buona lettura!

Spiegazioni iniziali: Final Fantasy XIII ha una trama tanto bella quanto complessa: è indispensabile spiegare perciò alcune cose prima di iniziare. Il mondo in cui è ambientato questo titolo è Cocoon, un piccolo pianeta sospeso nel cielo, in guerra con le terre inferiori, chiamate Gran Pulse. Entrambi i mondi sono governati da delle divinità robotiche denominate Fal'cie, le quali scelgono alcuni umani per far compiere loro missioni; questi, che vengno marchiati con il simbolo di Cocoon, se maledetti da un Fal'cie di Cocoon, o di Gran Pulse, se maledetti da un Fal'cie di Gran Pulse, vengono chiamati L'cie. Nel momento in cui vengono maledetti, ricevono una visione dell'obbiettivo da raggiungere: spetta a loro scoprire quale sia la loro missione e come riuscire a compierla. La leggenda vuole che se un L'cie riuscirà a completarla, allora si tramuterà in un cristallo, ottenendo così la vita eterna; in caso contrario, si trasformerà in un Cie'th, un demone senza anima.

Trama: Cocoon vive nel terrore di un invasione da parte di Gran Pulse e quando viene scoperto il vestigio di un Fal'cie di Gran Pulse vicino alla cittadina di Bodhum, viene immediatamente ordinata l'epurazione, un esilio per tutti coloro venuti in contatto con il Fal'cie. Queste persone vengono spedite nel mondo infernale di Pulse, ritenute la patria di tutti i mali. La storia vede sei personaggi unite da un unico destino affidatogli da l Falc'cie Anima, quello ritrovato vicino a Bodhum. Serah, sorella di Lightning, viene maledetta dal Fal'cie comincia così l'avventura dei nostri sei protagonisti: Lightining, Snow (fidanzato di Serah), Sazh, Hope e Vanille. Successivamente nella storia si unirà al gruppo un sesto personaggio, Fang. Queste avventure porteranno i giovani eroi in luoghi lontani e scopriranno il valore dell'amiciza, il coraggio di vivere e di scegliere da soli il proprio destino.

Gameplay: Il gamplay di Final Fantasy è molto particolare: come i fan accaniti di questa serie già sapranno, i personaggi durante il combattimento non potranno essere comandati completamente, ma saremo in grado di scegliere solamente le azioni che compiranno in automatico. Il livello del personaggio sale aumentando le statistiche nel menù cristallium, dove sviluppare i poteri e accresce i PF. Esistono cinque ruoli che i personaggi possono apprendere: sabotatore, sinergista, terapeuta, attaccante, occultista e sentinella; inizialmente alcune di essere saranno inaccessibili per certi personaggi, ma quando tutta la squadra sarà riunita insieme, ogni ruolo sarà disponibile per tutti. Il sabotatore è colui che si occupa di indebolire l'avversario e di annullarne i potenziamente, il sinergista si occupa di potenziare la squadra, il terapeuta cura e resuscita, l'attaccante mantiene attiva al barra catena e utilizza sia attacchi fisici che magici, l'occultista aumenta la barra catena ma non riesce a mantenerla attiva per molto tempo, ed utilizza attacchi magici di enorme potenza, mentre la sentinella serve a difendere la squadra, riversando su di se tutti gli attacchi nemici. La barra catena è una barra che indica il livello di crisi del nemico: una volta che la barra è completamente riempita, a seconda della percentuale scritta, egli entra in crisi, ovvero uno stato in cui può essere facilmente interrotto e subisce danni maggiori; è importante precisare che, alcuni nemici, non entreranno mai in crisi, ma aumentando comunque la barra catena, essi subiranno più danni.



 Le armi disponibili in Final Fantasy XII sono varie e tutte con delle proprie peculiarità, a seconda che vi serve più potenza magico, o più potenza fisica: ogni arma può essere potenziata, così come gli accessori. Quest'ultimi hanno vari scopi: dal semplice guadagno, all'aumento di statistiche, o ancora all'aumento della difesa contro un certo tipo di magio o danno. Altro elemento importante è la coltre. Esistono quattro tipi di coltri: La colte eterea, la coltre tutelare, la coltre vigorosa e la coltre celante: esse permettono di potenziare la squadra prima di una battaglia, così da partire avvantaggiati. Ultima cosa da dire riguardo al gameplay, è la possibilità di evocare un tipo speciale di alleati, chiamati Esper: essi sono esseri biomeccanici, come i Fal'cie, creati dalla divinità Etro, che combatteranno al fianco dei nostri eroi; essi si differenziano dagli Esper dei capitoli precedenti in quanto ognuno di loro, sarà esclusivo di un solo personaggio, e per ottenere il suo aiuto, andrà sfidato e vinto. Altra caratteristiche degli Esper è la loro capacità di trasformarsi: infatti, in modalità Gestalt, ognuno di loro può cambiare forma e combattere con attacchi nuovi. Gli Esper sono: Odino, Brunilde, Shiva (che in realtà sarebbero due gemelle, Stiria e Nix), Alexander, Ecantochiro e Bahamut. In definitiva il gameplay di Final Fantasy si presenta come particolarmente complesso e articolati, nel quale i neofiti di questo genere, impiegheranno molte ore per padroneggiarlo.


Opinioni personali: A mio avviso, Final Fantasy XIII è un titolo che ho apprezzato moltissimo. La prima volta che ci giocai, dalle prime ore di gioco pensai che fosse un gioco noioso, non ci capivo niente della trama, proprio perché comincia in medias res ( in mezzo all'azione) e questo è stato volutamente fatto per far rimanere spiazzato il giocatore, e invogliarlo a seguire la storia con più curiosità. Molti hanno criticato questo titolo ritenendolo poco interessante ( alcuni lo hanno anche definito come una schifezza ), fortunatamente il mondo è bello perché vario, e io mi sento di dissentire da queste opinioni. Final Fantasy XIII, così come Final Fantasy XIII-2 che recensirò successivamente, è un gioco che merita di essere giocato dall'inizio alla fine, senza i pregiudizi e le influenze delle opinioni altrui. Ammetto che i lprimo impatto non è stato dei migliori, essendo abituato a giocare con giochi diversi come Assassin's creed, o Prince of Persia, trovarsi in un mondo dove la giocabilità è completamente differente da quella ormai assimilata, non è facile, ma giocandolo e rigiocandolo, mi sono accorto che questo è un titolo del quale magari non si riesce a cogliere tutti gli aspetti alla prima partita, ma va rivissuto più e più volte. E che dire del comparto grafico? Semplicemente stupendo; non ci sono altre parole per descriverlo. Non è da meno l'assetto sonoro: le musiche sono sempre azzeccatissime e la colonna sonora "My hands" di Leona Lewis rende il finale ancora più commovente. Per quanto riguarda i personaggi, ognuno di loro ha un proprio carattere, che li rende unici, ma la mia preferita è e rimarrà per sempre Lightning, seguita da Fang.


Informazioni di mercato: Aggiungo questa categoria perché mi sembrava giusto, oltre a recensire un videogioco, dare l'idea del prezzo così che possiate decidere se vale la pena di acquistarlo o meno. Final Fantasy XIII è disponibile in tutti i negozi di videogiochi e al momento lo si può trovare sui 20 euro, il che non è un prezzo altissimo, quindi piuttosto abbordabile per coloro che vogliono sia divertirsi che salvare il proprio portafoglio; è disponibile per l'acquisto anche online, su PlayStation Network e Xbox Live. Esistono anche delle edizioni speciali del videogioco, ma se le volete acquistare il prezzo sale notevolmente.

Adesso passo la palla a voi. Cosa ne pensate di questo titolo? Siete d'accordo con chi lo critica, o con quelli che come me, lo ha apprezzato fino in fondo? Che siano commenti positivi, o negativi, commentate ed esprimete la vostra opinione. Ciao!

lunedì 17 giugno 2013

Rayman Legends

Avete voglia di ballare a ritmo di canzoni rivisitate in chiave Rayman? Allora il nuovo gioco della Ubisoft, Rayman Legends è quello che fa per voi. Dimenticate tutte le avventure vissute da Rayman in precedenza, perchè torniamo alle origini. Dopo il successo di Rayman Origins, la Ubisoft torna alla carica con un nuovo capitolo della saga di Rayman, questa volta a suon di note: l'uscita è prevista per 30 Agosto di quest'anno e il prezzo varierà dai 30 ai 50 euro a seconda della console scelta, quindi consiglio di acquistarlo quando il prezzo scenderà; ma partiamo subito con la recensione.


Trama: La trama di Rayman Legends è molto semplice: durante una passeggiata, Rayman, Globox (amico fidato di Rayman), la fata Lily e i teens scoprono una tenda, all'interno della quale trovano vari quadri, con storie mitiche e leggendarie narrate. Mentre osservano uno di questi quadri, improvvisamente vengono risucchiati al suo interno e cominciano così le avventure dei giovani eroi, che dipinto dopo dipinto, affronteranno prove e sfide mozzafiato che garantiranno ore di divertimento per tutta la famiglia.

Gameplay: Il gameplay di Rayman Legends si presenta come un classico platform in 2D, come il suo predecessore Origins. Le ambientazioni, curate nei minimi dettagli e affrontate con una grafica cartoon, mostrano una linearità del percorso affrontato dai personaggi, che si troveranno a correre per il mondo, superando trappole e sconfiggendo nemici: ogni livello nasconde a sua volta tantissimi segreti che sarà il giocatore a dover trovare. Novità di Legends è la sezione dedicata alle competizioni tra amici, mentre è ancora presente, come in Origins, la possibilità di giocare in multiplayer e affrontare così la nuova avventura in compagnia. Ancora una volta è possibile scegliere il personaggio con il quale si intende giocare, scelto tra una moltitudine di avatar possibili. In questo nuovo capitolo Rayman sarà aiutato da Murphy, che ci spianerà la strada permettendoci così di poter superare le avversità che ci si presenteranno. Per tutti gli appassionati di  questa fantastica serie videoludica, che ha appassionato molti giocatori, questo titolo non è da lasciarlo scappare; inizialmente programmato come esclusiva per Ninetendo Wii U, è stato annunciato successivamente per PS3, Xbox 360 e PlayStation Vita .



Voi cosa ne pensate? Sarà un vostro futuro acquisto oppure no? Siete fan di rayman? Commentate ed esprimete le vostre opinioni!


venerdì 14 giugno 2013

Assassin's creed 2





Trama: Assassin's creed 2 riprende esattamente dalla
 fine del primo capitolo, quando Desmond sta scappando dall' Abstergo Industries per salvarsi la vita. Fuggendo si ritroverà, grazie all'aiuto di Lucy a collaborare con gli assassini e a ritornare nuovamente nell'animus dove questa volta non sarà più l'assassino del tempo della terza crociata Altair, ma bensì Ezio Auditore da Firenze, durante il Rinascimento italiano. Ezio Auditore è figlio di un assassino e quando il padre e i suoi due fratelli , Francesco e Petruccio, vengono uccisi, comincia la sua avventura in cerca di vendetta; questo viaggio lo porterà a scoprire un conflitto tra confraternite molto più antico di quanto egli pensasse. L'obbiettivo di Ezio è uccidere tutti colore che hanno ordito contro suo padre e i fratelli, per vendicarsi della loro morte. Durante tutto l'arco dell'avventura, Ezio sarà aiutato da molti personaggi quali lo zio Mario, padrone della villa Auditore a Monteriggioni, Leonardo Da Vinci e Caterina Sforza, e da alleati come ladri, cortigiane, e mercenari. Il nemico comune è Rodrigo Borgia, fautore dell'assassinio dei suoi cari.


Gameplay: Sebbene abbia molti punti in comune con il suoi predecessore, Assassin's creed 2 si presenta da subito come nuovo. Infatti il motore grafico è stato potenziato, sono state aggiunte nuove armi e armature che il giocatore potrà scegliere e grazie all'aggiunta di luoghi segreti, tramite i quali, recuperando dei sigilli, si potrà recuperare l'armatura di Altair ( super figa a mio parere) che permetterà di ottenere la sincronizzazione completa. Come nel primo capitolo, i nemici attaccheranno uno alla volta e ciò facilita enormemente i combattimenti, senza contare le abilità che Ezio apprenderà durante il gioco. Novità apprezzatissima è l'abilità dell'assassinio in volo: mentre nel primo capitolo non era possibile uccidere un nemico da un trave, o da un tetto, qui basta un semplice tasto ed Ezio si lancerà contro il nemico da sopra, uccidendolo con un solo colpo di lama celata. Anche i filmati sono stati resi più interattivi, dando la possibilità al giocatore di interagire con i PNG premendo un tasto che apparirà sullo schermo. Importante è dire che la sincronia non si accresce come nel primo capitolo tramite il compimento di missioni secondarie, ma bensì acquistando armature che l'aumenteranno dando così ad Ezio più resistenza ai colpi nemici. Quando un'armatura subisce troppi colpi o si cade da un'altezza molto elevata, si rompe, e per poterla riparare dobbiamo recarci da un fabbro. Altra innovazione sono proprio i negozi, assenti in Assassin's creed 1, che qui giocheranno un ruolo fondamentale; i negozi disponibili sono: fabbro, sarto, mercante d'arte, farmacie (o bancherelle con i medici) e banche. Le ricostruzioni di Firenze e Venezia sono spettacolari, curate in ogni minimo dettaglio rendendo le ambientazioni più vivide; inoltre l'assenza di un andamento ripetitivo, presente nel primo capitolo, rende questo titolo ancora più apprezzabile.


Opinioni personali: Per quanto riguarda il mio personalissimo giudizio, ammetto di aver apprezzato maggiormente il secondo capitolo rispetto al primo non solo per la trama che è molto più articolata e ben sviluppata, ma anche per le ambientazioni scelte. Inoltre il carisma che possiede Ezio Auditore non è nemmeno paragonabile a quello di Altair, che risulta un personaggio alquanto scialbo; la saga di Ezio comprende ben 3 titoli ( Assassin's creed 2, Brotherhood e Revelations) e si guadagna un posto onorevole tra i grandi videogames della storia videoludica degli ultimi anni. La Ubisoft ha migliorato il comparto grafico del titolo, ha migliorato e perfezionato i caratteri dei personaggi creando così un mondo nel quale il giocatore entra con la voglia di scoprire sempre di più. E voi che ne pensate? Lascio a voi il giudizio finale :) .





giovedì 6 giugno 2013

Dragon Age: Origins

L'epico videogioco della BioWare intitolato Dragon age: Origins, è il primo capitolo di una saga che ha fatto innamorare molti videogiocatori. Quindi quest'oggi vorrei presentarvi questo fantastico titolo.




Trama: La trama di Dragon Age: Origins è piuttosto lineare:il gioco narra del Flagello, una sorta di armageddon che è destinato a ripetersi ogni 200 anni quando la Prole Oscura, una razza mostruosa che vive nelle Vie Profonde, un sistema complicatissimo di gallerie sotterranee sede del vecchio reame dei nani, sale in superficie per scatenare il caos. Contro la Prole Oscura si erge un gruppo di uomini dotati di grande abilità in combattimento, reclutati da ogni razza del Ferelden; noi vestiamo i panni di una nuova recluta dei Custodi Grigi e viaggeremo per tutto il continente alla ricerca di alleati contro questa grande minaccia. Gli alleati saranno i maghi del Circolo dei Maghi, i nani di Orzammar, gli elfi Dailish dei boschi e gli uomini di Redcliffe. Lo scopo del gioco è quindi fermare l'avanzata della Prole Oscura e salvare così tutto il Ferelden.





Gameplay: Il gameplay di Dragon Age si raffigura come un classico GDR (gioco di ruolo) in terza persona. Il gioco si basa sull'interpretazione di un personaggio, scelto all'inizio e personalizzato: infatti prima ancora che il gioco vero e proprio inizi, è possibile creare un personaggio scegliendo tra il sesso, le tre razze possibili (elfo, umano e nano), le classi (ladro, mago, guerriero) e l'ambiente sociale che cambia a seconda della classe;  per esempio se scegliere di essere un nano potete scegliere tra nano nobile o nano povero, se scegliete elfo potete scegliere tra elfo Dailish ed elfo di città, mentre se scegliete umano potete scegliere solamente il nobile. Un piccolo difetto di questo sistema è che se la vostra scelta verterà sul mago, per qualsiasi classe vi ritroverete a cominciare il gioco dalla Torre del Circolo, senza poter scegliere la casta sociale. Detto questo la personalizzazione del personaggio non è finita qui: si possono scegliere capelli, occhi, colore della pelle e tutti gli aspetti fisici per protagonista; inoltre si può scegliere anche un tonodi voce da dare al personaggio, il quale non parlerà mai durante la storia se non durante i combattimenti, ma saranno breve frasi senza importanza. Proseguiamo con la descrizione delle abilità che si possono utilizzare in combattimento: ogni personaggio è in grado di poter utilizzare solamente sei slot abilità e per accedere al resto degli incantesimi o capacità, si dovrà accedere al menu circolare dove potremo trovare tutte le abilità/incantesimi/capacità che abbiamo imparato. A seconda della razza scelta, i PNG del Ferelden reagiranno in maniera proporzionale alla vostra scelta ( per esempio se sceglierete di essere elfo, allora sarete trattati come nullità ): questo elemento incorre a rendere tutto il gioco molto più realistico di altri GDR. Per quanto concerne la grafica non c'è niente da dire: semplicemente fantastica.


Opinioni personali: Ho apprezzato moltissimo Dragon Age: Origins ma al tempo stesso ho trovato il gioco piuttosto lento nel procedere. Infatti la storia è lenta nel suo progredire, e i dialoghi sono a volte prevedibili e alquanto noiosi, tanto che spesso mi è venuta la tentazione di saltare i dialoghi e vedere di velocizzare un po la situazione. Allo stesso tempo, come dicevo, ho apprezzato questo titolo poiché è in grado di immergere il giocatore in un mondo fantasy e di viverlo a proprio piacimento, di fare le scelte che riteniamo più opportune e quindi di conseguenza plasmare il gioco a nostra immagine e somiglianza. Un'altra qualità di questo titolo è la scelta dei personaggi: infatti prima di ogni avventura è possibile scegliere gli elementi del gruppo che vogliamo portare con noi e se durante una quest in città, il party non è più di nostro gradimento allora è possibile cambiare party senza ritornare all'accampamento base. Inoltre ho apprezzato il fato che, sebbene la trama non sia originale o fresca, riesce comunque a suscitare interesse e a coinvolgere il giocatore all'interno di essa, il che non è una cosa che è facile da ottenere con temi triti e ritriti. E voi cosa ne pensate? Siete d'accordo con ciò che ho scritto oppure dissentite? Avete qualcosa da aggiungere? Per qualsiasi dubbio o appunto da fare o critica commentate pure!




mercoledì 5 giugno 2013

Bayonetta

Ho recensito Devil May Cry un po di tempo fa, non potevo che fare lo stesso con la sua controparte femminile: Bayonetta. Questo titolo assolutamente degno di nota è prodotto dalla CAPCOM come per la saga di Devil May Cry, e presenta le stesse caratteristiche del personaggio di Dante, solo al femminile. Sebbene la trama sia completamente diversa, molti aspetti accomunano i due titoli come ad esempio lo stesso carattere irriverente dei due protagonisti, o la loro propensione alle provocazioni verso i nemici, entrambi i personaggi sono molto sicuri di sé e spavaldi. Ma andiamo per gradi, cominciando a trattare della trama del videogioco.


Trama: Bayonetta è una strega appartentente al clan delle Streghe di Umbra, un antichissimo clan magico con sede in Europa, che di punto in bianco si sveglia da una bara in fondo ad un lago senza più ricordi. Improvvisamente si ritrova catapultata nel nuovo millennio, dove sembrerebbe esserci una lotta tra demoni e angeli dove gli ultimi sembrerebbero assumere il ruolo dei cattivi. Nel tentativo di recuperare la memoria la bellissima strega si mette in cerca di una pietra conosciuta come l'Occhio destro, che sembrerebbe essere passata da re a re durante i secoli e che puntualmente spariva per ricomparire dopo anni in un luogo diverso. La ricerca la conduce nella cittadine di Vigrid, in Francia, dal carattere molto religioso. Ma il clan di Umbra non era il solo a controllare l'Europa: vi erano anche i Saggi di Lumen, detentori del potere della luce, e insieme al clan delle Streghe di Umbra rappresentavano i due poli del potere ( il bene e il male ). Nella sua ricerca, Bayonetta non sarà sola poiché insieme a lei vi sarà un'altra strega di umbra di nome Jeanne e una piccola bambina di nome Cereza.




Gameplay: Il gameplay di bayonetta non è molto differente da quello di Devil May Cry: infatti anch'esso si basa su un personaggio giocabile in terza persona che combatte con pistole e spade, con grandissima grazia e velocità. La novità presentata in Bayonetta risiede nei suoi poteri magici: infatti non è come le classiche streghe che siamo abituati a vedere in altri titoli, ma in realtà i poteri di Bayonetta sono catalizzati attraverso i suoi capelli. Avete capito bene i suoi capelli! Quando sta per finire un nemico, attraverso i suoi capelli B evoca un mostro che divora e finisce il nemico: l'abilità alla quale sto facendo riferimento si chiama Apoteosi e può evocare un ragno, un falco dai mille occhi, delle mani gigantesche e una specie di cane mostruoso cornuto, tutti ovviamente composti dai suoi capelli. Altra innovazione, è il suoi abito composto da capelli: se notate bene, ogni volta che evoca un qualche mostro, Bayonetta rimane nuda per il tempo nel quale il demone rimane evocato, e una volta terminata la magia, i suoi capelli tornano a ricoprire il suo corpo, creando così un abito attillatissimo che risalta le sue notevoli curve. Il suoi stivali sono dotati di un apposito sostegno che le permette di indossare un paio di pistole e di poter sparare con essere semplicemente allungando una gamba. Il sistema di combo è uguale a quello presentato già in Devil May Cry e anche qui, alla fine di ogni livello, viene valutata la vostra abilità nelle combo, la vostra velocità e gli oggetti utilizzati: se questi sono buoni otterrete un premio buono (argento, oro o platino), se questi non lo saranno, allora otterrete un premio di scarso valore (pietra o rame). la longevità del gioco non è delle migliori ma la trama e i momenti di sensualità che la nostra Bayonetta promette di riservarci valgono l'acquisto di questo titolo.

Opinioni personali: Per quanto riguarda il sottoscritto, ho apprezzato il titolo ma non l'ho trovato estremamente entusiasmante semplicemente perché essendo un fan accanito di Devil May Cry, la prima impressione che ho avuto giocando a Bayonetta è che fosse semplicemente una scopiazzatura del capostipite della CAPCOM ma mi sbagliavo. Per quanto Bayonetta possa configurarsi come un remake al femminile di DMC presenta come abbiamo già elencato in precedenza delle differenze e degli elementi nuovi che nessun gioco ha mai utilizzato. La novità che più mi è piaciuta è stata proprio la questione dei capelli, utilizzati sia come vestito che come catalizzatore per i suoi potere: potere forse elencarmi molti altri giochi in cui sia presente questa caratteristica? La giocabilità non è troppo complicata e gli enigmi che ci trova ad affrontare sono facilmente risolvibili. L'arma sicuramente più figa di tutto il gioco è la katana, che provoca un ingente ammontare di danni. Nonostante tutte similitudini con Devil May Cry, Bayonetta è un gioco che assicura ore e ore di divertimento.


Ultimi punti: Sembrerebbe che un possibile sequel di Bayonetta sia in fase di produzione, sono stati pubblicati anche alcuni trailer brevissimi su questo nuovo capitolo della saga. Che possa diventare la degna erede al trono di Devil May Cry? Oppure secondo voi, si tratta di un'ennesima trovata commerciale? Commentate e fatemi sapere cosa ne pensate.

lunedì 3 giugno 2013

Uncharted 3

Pochi post fa, ho parlato di un videogioco in uscita a breve, The Last of Us, dicendo che il personaggio somigliava moltissimo  a Nathan Drake della serie Uncharted: ebbene oggi vorrei parlarvi proprio di questo titolo e in particolare del terzo capitolo Drake's Deception.



Uncharted è una serie della Naughty Dog, famosa per giochi come Crash Bandicoot. Durante l'avventura vestiremo i panni di un affascinante ladro di nome Nathan Drake, alle prese con una storia del suo passato; infatti Drake in questo capitolo è alla ricerca della famigerata Atlantide del deserto, o per meglio intenderci, la mitologica Iram dei pilastri, città leggendaria per le sue immense ricchezze. In effetti la trama non è molto differente dai due capitoli precedenti ( "Drake's fortune" e "Among Thieves" ) ma qui la storia personale del protagonista, del quale non sapevamo molto, viene approfondita e affrontata dall'inizio alla fine, attraverso una serie di flashback: vi siete mai chiesti perchè Sullivan e Nathan fossero compagni di avventure? Vi siete mai interrogati su quale motivo li avesse fatti incontrare? Beh in questo terzo capitolo della serie tutti questi interrogativi saranno risolti, e le risposte non saranno affatto poco dettagliate ma anzi, saranno supportate da uno sviluppo psicologico di tutti i personaggi, dotati molto più di carisma e fascino rispetto alle precedenti versioni.




Quel che è certo, è che alcuni misteri di Uncharted forse non verranno mai svelati: uno per tutti, continuo a domandarmi perchè sia un "Among Thieves (il covo dei ladri)" e "Drake's decemption (l'inganno di Drake)" Drake e la giornalista, nonché sua fidanzata Elena Fisher  non stiano mai effettivamente insieme nei primi episodi di questi due titoli; per un motivo o per un altro, finiscono sempre per lasciarsi non si sa in che modo, non si sa perché e soprattutto non si sa quando, per poi ricomparire puntualmente a metà avventura e rubare ancora una volta il cuore del giovane ladro. In questo capitolo, il fatto che sia Nate che Elena parlino di un fantomatico anello ( che Elena porta ancora al dito) sembra farci pensare che ci sia stato un matrimonio tra i due protagonisti ma perché è andato in frantumi? Probabilmente per l'ossessione di Nate a proposito del suo antenato Sir Francis Darake. Qui la saga di Uncharted raggiunge l'apoteosi del fascino, dell'avventura e della suspance.





Per quanto concerne il gameplay, Uncharted 3, come i due capitoli precedenti, si configura come una sorta di fusione tra Indiana Jones e Tomb Raider, quindi in terza persona, dove si mescolano con grande competenza e bravura momenti di combattimento a corpo a corpo, con momenti in cui l'uso delle armi è d'obbligo. Gli enigmi che si incontreranno durante l'avventura non sono impossibili da risolvere ma sono ben pensati per tenere il giocatore incollato allo schermo per conoscere cosa si cela dietro di essi. Spesso Nate sarà protagonista di sketch comici, creati per rendere più leggera l'avventura e più giocabile rispetto ai classici sparatutto dove ammazzi e scappi. Come già detto in precedenza, in questo terzo capitolo Nate si troverà ad affrontare i fantasmi del suo passato e fare i conti con una donna che sicuramente non lo ha dimenticato. Drake qui è molto più intenzionato a non lasciar vincere il nemico, poiché ormai è una questione persone d'onore.


Il personaggio più carismatico è sicuramente Marlowe, donna a capo dell'organizzazione segreta risalente all'epoca di Elisabetta I e forse anche antecedente, la quale ha come obbiettivo trovare Iram dei pilastri per poter ottenere il potere che essa cela. Come ultimo appunto vorrei farvi notare un piccolo dettaglio che sicuramente molti di voi avranno notato, o almeno chi di voi ha giocato ad Uncharted almeno una volta: Nathan Drake non somiglia moltissimo all'attore Gerald Butler ?



mercoledì 29 maggio 2013

Assassin's creed 1




Altair 


"Nulla è reale, tutto è lecito". Assassin's creed è senza dubbio uno dei videogiochi che ha riscosso maggior successo: la fama che questo titolo ha acquisito è da attribuirsi non solo all'ottimo lavoro svolto dalla Ubisoft Montreal, ma anche all'eccezionale cura nei dettagli della storia e degli ambienti ricreati. La storia è ambienta nel 1191 durante la terza crociata, nei luoghi sabbiosi e devastati della Terra Santa: il protagonista, che chiameremo semplicemente Altair, è un membro della confraternita degli assassini, un ordine che ha come obbiettivo la difesa della libertà dell'uomo. Quest'ordine si contrappone a quello dei templari, il quale opprime il popolo con la forza e la violenza; entrambe le confraternite hanno lo stesso obbiettivo, mantenere la pace e l'ordine tra gli uomini ma mentre i templari esercitano il loro potere con violenza, gli assassini inseguono il nobile intento proteggendo la libertà dell'uomo. La trama vede questi due ordini che si scontrano per la conquista di un oggetto religioso di grande importanza chiamato il frutto dell'eden: questa reliquia è ricercata dai templari poiché è in grado di controllare la mente dell'uomo, di piegarla a proprio piacimento e dona al suo possessore poteri immensi. Ovviamente la trama di Altair è solamente una delle tante storie che sono presenti nel gioco: infatti noi vestiamo i panni di Desmon Miles, un discendente di Altair negli anni 2000, rapito dalla Abstergo Industries, nota casa farmaceutica, nuova base dell'ordine templare. Desmond non fa altro che rivivere i suoi ricordi contenuti nel suo DNA grazie ad una macchina chiamata animus, in grado appunto di fare rivivere i ricordi immagazzinati nel nostro codice genetico permettendo ai templari di ottenere le informazioni che cercano. 




Cercherò adesso di descrivere un po i caratteri generali del videogioco, ovviamente sempre un mio punto di vista, quindi puramente soggettivo. Il gamplay appare subito molto dinamico, la cura dei dettagli fa pensare ad un lavoro certosino da parte del team della Ubisoft, la trama è coinvolgente quanto basta ma non posso che notare dei difetti: quando ci rechiamo nelle città per svolgere le missioni affidateci, ci si trova sempre a fare le stesse cose, come l'osservazione dai punti alti della città, i pestaggi, i borseggi, quindi in generale sembra che abbia un andamento quasi monotono. Il tutto viene ricompensato dal doppiaggio ben riuscito e da una grafica niente male. Le missioni non risultano particolarmente difficili e tanto meno gli scontri, dato che ci troveremo ad affrontare molti nemici ma che ci attaccheranno uno alla volta, dandoci quindi il tempo di contrattaccare o evitare i loro colpi. Questi sono gli aspetti negativi, parliamo adesso di quelli positivi. La trama è ben articolata attraverso i vari blocchi di memoria che occupano tutta la durata del gioco, le storie dei vari personaggi sono ben connesse tra loro e ben strutturate, fedeli allo sfondo storico, e i personaggi sono ben caratterizzati, ognuno da una propria personalità.


Evidente è che il lavoro svolto da Ubisoft Montreal sia stato eccellente, anche se questo primo capitolo fa solo da incipit ad una serie che continua tutt'oggi: la saga di Assassin's creed conta per il momento di ben 5 titoli, di cui parlerò nei post successivi. Al momento è attesissimo il nuovo capitolo, Assassin's creed 4: Black flag. Il titolo forse meglio riuscito della saga è la trilogia di Ezio Auditore, protagonista di Assassin's creed 2, Brotherhood e Revelations. Ma di questo parlaremo prossimamente; voi che ne pensate? siete d'accordo con le mie opinioni, oppure siete in disaccordo? commentate e raccontatemi le vostre impressioni a riguardo.

 









venerdì 24 maggio 2013

This party getting crazy! Let's rock!

A dodici anni dalla comparsa nel mercato del primo capitolo della saga di Devil May Cry, ancora oggi non possiamo che parlarne, ed è un gioco che sicuramente merita il memoriale. Il primo titolo della saga riscosse moltissimo successo, accolto dai videogiocatori come un gioco innovativo e spettacolare, il seguito non fece successo quanto il primo ma il terzo fece tornare in cima alle classifiche questo brand. Un'evoluzione quella di Devil May Cry che ancora oggi continua anche se con uno staff modificato: infatti i primi produttori della serie fu la CAPCOM mentre il nuovo titolo chiamato DMC è passato sotto l'ala della Ninja Theory; cominciamo subito con la descrizione del titolo e con le opinioni sulla saga.


Il grandissimo Dante
In questo videogioco vestiamo i panni di un mezzo demone di nome Dante (richiami alla divina commedia in effetti non mancano, come è evidente nel terzo capitolo della saga dove i nemici prendono i nomi dei dannati dei gironi infernali) figlio del leggendario demone Sparda, il quale per difendere il genere umano dalla distruzione, chiuse il portale che collegava il mondo demoniaco a quello umano, ma essendo anch'esso un demone, i suoi poteri rimasero confinati al di là del portale demoniaco.Il primo capitolo vede il nostro caro Dante alle prese con un demone che a quanto pare, ha preso le redini e il comando del regno demoniaco: Mundus. Il nostro compare sarà accompagnato dalla giovane e attraente Trish, nonché collega di lavoro. Infatti Dante ha aperto un locale nel quale egli offre i suoi servigi come cacciatore di demoni a chi lo richiede e a chi ovviamente possiede il denaro. Dante è un personaggio molto carismatico a mio avviso, sicuro di se e dotato di un grandissimo talento nel provocare i nemici, prendendosi gioco di loro. Caratteristica del suo aspetto sono i capelli bianchi (che io trovo molto affascinanti su di lui )e il suo onnipresente e gigantesco ego, che spesso lo porterà a sembrare solo un uomo pieno di sé e a cacciarsi nei guai.



Dante in Devil May Cry 3 durante uno scontro con Vergil


Dante non sarà l'unico personaggio di questa avventura: infatti nel terzo capitolo veniamo a conoscenza dell'esistenza di un fratello gemello chiamato non a caso Virgil (altro richiamo alla divina commedia), il quale a differenza del fratello, lotta a fianco degli eserciti demoniaci per riportare alla luce il grande potere del padre. Un altro personaggio secondario è Lady, ragazza figlia di un uomo che vuole diventare demone, alleato di Virgil, che incontra in Devil May Cry 3. Il gamplay è in terza persona e le scene di combattimento sono arricchite da una costante musica metal in sottofondo, che anche per chi non è appassionato del genere, finirà per coinvolgervi ancora di più negli sfrenati combattimenti del protagonista contro una svariata successione di nemici. Per quanto concerne lo stile di combattimento, Devil May Cry si piazza in una posizione molto alta, ogni mossa dà un punteggio il quale si può aumentare con le svariate combo che il personaggio apprenderà e che già conosce. Alla fine di ogni livello, verrà fatta una scheda di valutazioni dove verranno valutate le combo, l'utilizzo degli oggetti, il tempo e le morti. Lo stile di combattimento è reso molto dinamico dalla velocità e dalla prontezza del personaggio nel combattere con la spada, con le pistole e vi è anche la possibilità di entrare in modalità Devil Trigger, nel quale Dante mostra la sua natura demoniaca. Questo terzo capitolo non è il seguito del secondo, ma bensì un antefatto del primo, dove troviamo un Dante ancora giovane, più sfrontato e ancora più sicuro di sé. Il suo carisma non diminuisce mai ma bensì aumenta in ogni capitolo fino a culminare nell'ultima produzione della Ninja Theory, che a parer mio, ha rovinato una delle migliori saghe dell'ultimo decennio, ma di questo parlerò più avanti.


Alla sinistra Dante, alla destra Nero
Il quarto capitolo della saga non vede come protagonista Dante, ma un altro ragazzo di nome Nero: non si sa bene chi sia, ma sappiamo per certo che anche lui è un discendente del leggendario Sparda e possiede un braccio demoniaco. Le analogie tra i due sono facili da trovare poichè Nero è molto simile caratterialmente e fisicamente al Dante di  Devil May Cry 3, entrambi smorfiosi e troppo sicuri di sé. Vestiremo i panni del diciassettenne Nero e in seguito, verso metà del gioco, in alcuni capitoli vestiremo nuovamente i panni del nostro beniamino Dante, con la possibilità di scegliere tra gli stili di combattimento già evidenziati nel capitolo precedente. Qui lo scontro tra le forze demoniache e i due cacciatore di demoni si carica e si fa ancora più coinvolgente grazie ai nuovissimi poteri del giovane Nero. Il gamplay è rimasto invariato, con qualche ritocco qua e là dello stile di combattimento nonché un notevole miglioramento della grafica. Lo scontro epico tra i due protagonisti della saga è qualcosa di spettacolare.

Dante in DMC

Il quinto e ultimo capitolo della saga (ultimo perchè è stato l'ultimo ad uscire non si sa se ne faranno degli altri) è un reboot. Troviamo nuovamente Dante giovane, ma qui veniamo a conoscenza di alcuni dettagli della sua origine che non conoscevamo prima: egli è si mezzo demone ma anche mezzo angelo, o per meglio dire un Nephilim, una creatura dal sangue misto. In questa nuova avventura Dante se la vedrà con i demoni che hanno preso il controllo di una città, comandati da Mundus, il signore dei demoni che Dante ucciderà nel primo capitolo della saga, possiederà nuove armi e nuove mosse, nonché uno stile di combattimento perfezionato e una grafica eccezionale. Unica pecca è che la trama in sé per sé non sa di molto: infatti non è stato accolto con grande entusiasmo e i fan della saga sono rimasti molto delusi dal vedere l'eroe tanto amato trasformato in un personaggio, sì caparbio, testardo, egocentrico, ma mutilo di quelle caratteristiche che ci hanno fatto amare Dante nei capitoli precedenti. Voi che ne pensate? Scrivere e commentare con le vostre opinioni su questa saga che ha fatto impazzire milioni di videogiocatori e che adesso si trovano delusi dal nuovo prodotto.


lunedì 20 maggio 2013

In viaggio verso Syberia...

Dopo una lunga pausa, eccomi di nuovo a parlare di un best seller del mondo videoludico: già dal titolo e dall'immagine qui a fianco potete intuire quale sia il titolo in questione. Syberia, prodotto dalla Microids e nato dalla geniale mente del fumettista belga Benoit Sokal, è un'avventura grafica che vi porterà o vi ha già portati in un mondo fatto di sogni. La trama in se è molto semplice e lineare: vestiremo i panni di una giovane avvocatessa di New York, Kate Walker,  recatasi nella cittadina di Valadilene per portare a termine la vendita della fabbrica d'automi Voralberg, sulla quale si basa l'economia del paese, per conto della sua società.



 Ma come sempre le cose non vanno come previsto: la donna proprietaria della fabbrica, Hanna Voralberg che avrebbe dovuto firmare l'atto di proprietà muore il giorno prima dell'arrivo di Kate alla cittadina. Le cose sembrerebbero risolversi con una semplice azione legale, ma quando il notaio dichiara a Kate dell'esistenza di un erede (nonché fratello di Hanna specciato per morto molto tempo fa), alla quale la fabbrica spetterebbe di diritto cominciano le grandi avventure dell'avvocatessa; Kate quindi parte alla ricerca dell'erede, Hans Voralberg, un uomo ormai vecchio ma rimasto un bambino (sia nell'altezza sia soprattutto nello spirito), sperduto in chissà quale parte del mondo.




 La ricerca porterà Kate a trovare non solo l'erede, ma a trovare un nuovo scopo nella vita, una nuova sensibilità. Non è tanto la trama che affascina, ma il modo in cui essa si articola attraverso le varie città e i vari personaggi che si incontrano durante il viaggio, tutti definiti e caratterizzati al massimo per rendere questa storia indimenticabile. Ogni personaggio che incontreremo sarà venuto in contatto con il giovane Hans e ci aiuteranno a costruire un ritratto di un uomo che è ossessionato dall'idea di raggiungere un luogo fantastico, dove i mammut vivono in pace e tranquillità: questo luogo è la Syberia. Gli enigmi che ci troveremo ad affrontare sono di media difficoltà, tutti congegnati dallo stesso Hans che in un certo senso, ci accompagna in questa ricerca grazie sia alle innumerevoli invenzioni che la sua mente geniale ha inventato, sia grazie ad Oscar, l'automa di invenzione di Hanna Voralberg che avrebbe dovuto accompagnarla nella ricerca del fratello perduto


Attraverso luoghi spettacolari, storie surreali, ricordi e molto altro ancora, Kate ci accompagnerà nella più grande avventura grafica dell'ultimo millennio: colpi di scena, suspance, umorismo, e tanto altro ancora fanno di Syberia un MUST per tutti gli appassionati di questo genere e non( perchè fidatevi, coinvolgerà anche chi era scettico come me verso questo tipo di giochi); la storia commovente e strappalacrime, la colonna sonora perfetta e un doppiaggio molto ben riuscito sono le caratteristiche di Syberia, il tutto arricchito da un finale bellissimo e coinvolgente. Grazie Microids, grazie Benoit per aver dato alla luce questa opera fantastica

 

giovedì 9 maggio 2013

Chiusa una porta, si apre...




    La domanda che ci assale da sempre, credenti o non credenti , è cosa succederà dopo la morte? Che ne sarà della mia anima? Che ne sarà della mia persona, sparirò semplicemente nel nulla oppure vi è una qualche sorta di vita oltre la morte? Sono domande alle quali nessuno può rispondere per certo, alcuni si rifugiano nella fede, altri ritengono che non ci sia niente, altri invece inventano videogiochi sull'argomento.


    Proprio la Quantic Dream, conosciuto anche per il bellissimo capolavoro videoludico Heavy Rain, ha deciso di proporci una nuova avventura con tematica la vita dopo la morte: sto parlando di Beyond Two Souls;  questa volta vestiremo i panni di una donna di nome Jodie Holmes, della quale vivremo gli ultimi quindici anni passati alla scoperta dei suoi poteri e delle forze che la possiedono. Non sappiamo molto altro sulla trama del gioco, e guardando qualche trailer possiamo capire ben poco sulla trama ma questo non mi permette di fare qualche considerazione: la grafica di Beyons Two Souls non è affatto diversa da quella di Heavy Rain e le similitudini sono piuttosto evidenti, persino l'espressività dei personaggi, gli ambienti cupi e tristi in cui si svolgono le due vicende.







     Di questo gioco quello che mi incuriosisce maggiormente è la storia del personaggio: Jodie viene ritrovata da un agente di polizia non si sa dove e portata alla centrale per capire quello che le è successo. Dal trailer possiamo notare che la giovane è spaventata, terrorizzata ma allo stesso tempo assorta completamente nei suoi pensieri: le uniche parole che proferisce sono "stanno arrivando", è evidente quindi che abbia qualche potere psichico, teoria affermata dalla tazza di caffè che spicca immediatamente il volo quando l'agente si avvicina. Quando l'agente esce dalla stanza, sembra che jodie parli con qualcuno che la osservi dall'alto, oppure parla con qualcuno nella sua mente. Ma come avrà fatto la ragazza ad ottenere questi poteri? Chi o cosa le permette di utilizzarli? Ma soprattutto, le ha sempre avuti oppure si tratta di una sorta di esperimento andando male? Quest'ultima tesi sembrerebbe essere confermata dalla cicatrice che ha sulla nuca. Essendo un fan di Heavy Rain che ripeto, ho trovato spettacolare non solo come grafica ma anche come trama, emozionante, coinvolgente, sono curioso di sapere tutto su questo nuovo titolo.


    Elemento da elogiare della Quantic Dream è proprio la loro capacità di non fare sembrare i loro videogiochi solamente videogiochi, ma bensì film interattivi: i loro giochi vengono programmati e sviluppati per accogliere in un certo senso il giocatore all'interno della storia che si sta svolgendo, come se noi non fossimo solo spettatori di quello che vediamo, ma come in Heavy Rain, la storia cambiasse a secondo delle nostre scelte, quindi siamo noi a decidere quale sarà la sorte di ogni personaggio e la conseguente storia; sembra quasi un film interattivo e secondo me, questa è una grande qualità rispetto ad altri videogiochi dove si, le emozioni sono presenti, veniamo coinvolti emotivamente, ma spesso ci troviamo a chiederci ( almeno per quanto mi riguarda) cosa sarebbe successo se invece di fare una cosa, ne avessimo fatta un'altra? La Quantic Dream in questo ci apre non un portone, ma un'enorme varietà di scelte che si proiettano davanti a noi e ci permettono di interagire veramente con i personaggi e la loro storia.


    Non sappiamo ancora se in Beyond Two Souls sarà presente questa caratteristica di gioco, anche se lo spero vivamente. Da quanto appare dal trailer, sembrerebbe proprio un bel titolo, degno di essere collezionato negli scaffali di qualunque appassionato videogiocatore come il sottoscritto. Il gioco sarà disponibile in Europa dall'11 Ottombre di quest'anno in esclusiva per Playstation 3. Vi lascio con un trailer e se vi va, commentate scrivendo le vostre opinioni sia sul trailer che sulle mie impressioni e opinioni su questo videogioco. Buona Visione




martedì 7 maggio 2013

Seguendo l'onda dell'apocalisse...








Come già chiarito dal titolo e dal trailer inserito in questo mio nuovo post, l'argomento è l'apocalisse e in particolare parliamo del nuovissimo videogame della Sony Entertainment, sviluppato dalla Naughty dog: The Last of Us, esclusiva per playstation 3

The Last of Us è un videogioco survival in uscita per il 14 Giugno. A prima vista, la trama sembrerebbe parlare dell'ennesima apocalisse di zombie che infesta il mondo e con pochi sopravvissuti ad essa: in effetti non ci sbagliamo di molto perché la trama di The Last of Us parla proprio di un'infezione causata da un particolare tipo di fungo chiamato cordyceps, il quale rilascia delle spore che vanno poi ad infettare chi le inala, prendendo così il controllo del corpo. In questa nuova avventura vestiremo i panni di Joel, un ex cacciatore che adesso si ritrova a vendere droga al mercato nero, affiancato da Ellie, una quattordicenne che non conosce assolutamente niente del mondo pre-apocalittico .


Non possiamo non notare le similitudini cono diversi suoi predecessori, come Resident Evil e il film "Io sono Leggenda" nei quali troviamo appunto locations apocalittiche, mostri infettati da strani virus e l'umanità sull'orlo dell'estinzione. The Last of Us sembrerebbe riproporci tutto questo ma prestando più attenzione alle relazioni che intercorrono tra personaggio e personaggio: mentre in giochi come i primi Resident Evil dovevamo limitarci a sparare e uccidere zombie per poter sopravvivere, qui l'attenzione è spostata più sul  carattere di ogni personaggio e sul modo di interagire tra di loro. Oltremodo evidente è la similitudine del rapporto Joel-Ellie con quello di Nathan Drake-Victor Sullivan, protagonisti di Uncharted, saga di grande successo della software house Naughty Dog: infatti sia Joel che Victor provano un affetto paterno verso i loro protetti, rispettivamente Ellie e Drake. Anche la fisionomia di Joel sembrerebbe essere una versione più invecchiata di Drake, sarà una casualità o è stato fatto per un qualche oscuro motivo?




Anche il gamplay sembrerebbe rinnovato: il personaggio deve curarsi con medicinali che dobbiamo trovare durante il gioco, quindi la sua vita non si ricaricherà più in automatico come siamo abituati a vedere in Uncharted, l'IA dei nemici sembrerebbe più reattiva e più "meschina": possiamo essere aggrediti dai nemici proprio quando finiamo i proiettili per le nostre armi, come se il nemico capisse che ci troviamo in difficoltà e ne approfittasse per peggiorare la situazione! Il sistema di combattimento è stato ideato per alternare momenti di combattimento corpo a corpo, a momenti in cui bisogna sparare, con un mirino e una modalità di puntamento non troppo difficile e complicata.


Non sono mai stato un patito del genere survival ma devo ammettere che questo titolo sembra avere tutte le carte in regola per diventare un best of playstation 3 e scalare così la tanto agognata scalinata verso l'Olimpo dei videogiochi; voi cosa ne pensate? Siete curiosi anche voi di scoprire cosa avrà in serbo per noi The Last of Us, oppure no? Pensate che sia ancora una volta la solita apocalisse, o pensate che possa essere degno di nota? Gommendade Gommendade Gommendade (cit.)


lunedì 6 maggio 2013

Le avventure del giovane principe

" Molti credono che il tempo sia come un fiume, che scorre lento in un'unica direzione, ma io che l'ho visto da vicino posso assicurarti che si sbagliano: il tempo è come un mare in tempesta"



Così ha inizio il primo capitolo di un'altra grande saga di successo prodotta da Ubisoft: sto parlando di Prince of Persia: le sabbie del tempo, pubblicato nel 2003 e subito si è guadagnato un posto nell'Olimpo dei videogames del genere action. Il gioco narra delle vicende del giovane principe, figlio del grande e potente re di Persia Shahraman: durante la sua prima battaglia, nelle terre del Maharajah, come trofeo di guerra recupera un misterioso pugnale, che secondo la leggenda è in grado di controllare il tempo. In realtà il pugnale è si in grado di controllare il tempo, ma è soprattutto una chiave, in grado di aprire una clessidra nelle quali sono custodite le fantomatiche sabbie del tempo,contenute in minima parte all'interno del pugnale: chi aprirà libererà le sabbie sarà in grado di controllare il tempo stesso, cambiare la storia e diventare immortale; introno a questa trama ruotano "Prince of Persia: le sabbie del tempo", "Prince of Persia: spirito guerriero"e "Prince of Persia: i due troni". Nel corso della storia il principe affronterà una vasta gamma di nemici e incontrerà persone che segneranno nel profondo la sua vita e cambieranno la sua percezione del mondo. Il principe è un personaggio caratterialmente molto impulsivo, desideroso di dimostrare non solo al padre, ma anche al resto del mondo che non è più un ragazzino ed è in grado di combattere guerre rendendo onore e gloria alla sua patria e alla sua stirpe. Orgoglioso e immaturo, desideroso di vendetta contro il Vizir traditore, il protagonista è affiancato dalla giovane principessa Farah, figlia del Maharajah al quale il principe ha rubato il pugnale. Farah è il personaggio che completa il principe: è equilibrata, veloce e capace di tenere a freno il protagonista da azioni spericolate. Infatti spesso si ritroverà a ingaggiare scontri contro nemici senza l'ausilio sul campo di Farah, la quale sceglie invece di combatte da angolazioni più protette e alte con il suo arco incantato. L'ambientazione esotica alla " mille e una notte" rendono questo videogioco, a parer mio, uno dei più grandi capolavori che la Ubisoft abbia mai realizzato e pubblicato: le battute che il principe e la principessa si scambiano durante l'avventura sono divertenti e questo contribuisce a renderlo non solo un gioco "uccidi e prosegui", ma anche molto interessante da seguire, con momenti di suspance alternati a momenti di intensità amorosa, e ancora alternati ad altri momenti di idiozia generale. Le orde di nemici non sono particolarmente difficili da fronteggiare e gli enigmi non sono impossibili.




        Dopo il termine della trilogia e la pubblicazione di un nuovo Prince of persia, che non ha riscosso il successo dei primi tre, è stato prodotto dalla Walt Disney Pictures, con la regia di Mike Newell, regista di altri film di successo come "Harry Potter e il calice di fuoco", la versione cinematografica del gioco in questione, con un cast di tutto rispetto e un incasso di ben 335 milioni e passa di dollari, guadagnandosi il maggior incasso tra i film tratti da videogiochi. Il film narra la storia di un principe di un giovane ragazzo di nome Dastan, accolto dal re di Persia nella famiglia reale per le sue grandi qualità e fatto principe: vi sono riferimenti a tutta la trilogia della Ubisoft anche se, in fin dei conti, la trama è completamente differente. Primo punto di diversità, nel videogioco il principe non ha mai un nome, viene chiamato da tutti sempre e solo "principe", la principessa non si chiama Tamina, ma Farah come già descritto in precedenza, il Visir non era lo zio del principe e neanche un lontano parente, e la clessidra non serviva per meri scopi politici, ma bensì per un alto scopo come l'immortalità! Il film in sé per sé non è niente male, è degno di essere visto e collezionato, ma non può superare le emozioni che riesce a trasmettere il videogioco. Consolazione magra per la trama differente, è il caro principino, interpretato niente poco di meno che dall'affascinantissimo Jake Gyllenhaal, attore che ha raggiunto la notorietà nel film "Donnie Darko": inizialmente per la parte del protagonista il regista aveva in mente di ingaggiare un nobile attore perisano, David Zandi, oppure Orlando Bloom, che con quel faccino da bravo ragazzo, non sarebbe stato adatto ad interpretare un ruolo come il principe di Persia.


       Subito dopo l'uscita del film, è stato pubblicato sempre dalla Ubisoft un quarto capitolo della serie videoludica: sto parlando di "Prince of Persia: le sabbie dimenticate", capitolo che cronologicamente si colloca tra la fine del primo e l'inizio del secondo. Questa volta il principe è alle prese con un altro tipo di sabbie, differenti dalle sabbie del tempo. La storia parla del principe, che andato in visita del fratello Malik per imparare a governare un impero, trova la città asserragliata da un nemico sconosciuto. A Malik non rimane altra scelta che liberare il mitologico esercito di Re Salomone, grande re Persiano che con l'aiuto dei jinn suoi alleati, era riuscito a sconfiggere il jinn malvagio a capo degli Ifrit, una fazione di jinn che si opponeva all'alleanza con gli umani, e a rinchiuderlo dentro una prigione apribile solamente con un talismano.



Anche questo capitolo non riscosse molto successo, ma la fine del gioco ci fa presupporre che ci possa essere un sequel, come successe con Prince of Persia del 2008, il primo pubblicato dalla Ubisoft Montreal dopo il successo della trilogia. In questo nuovo e diversissimo capitolo della saga, troviamo un principe che non è più principe, una storia che non ha niente in comune con le precedenti (se non per l'asina perduta del principe che si chiama Farah e alcuni rimandi generici e misteriosi del principe ad una sua vecchia vita), una grafica completamente rinnovata, basata sull'effetto "cartone", piuttosto che sui dettagli reali. La trama parla di un mitologico regno sperduto nelle terre della Persia dove vi è custodito l'Albero della Vita, prigionia del dio del caos Ahriman: in questa storia ci imbattiamo in Elika, principessa di questo regno ormai in rovina e la dovremo aiutare a risanare i suoli fertili che permettono di dare energia al tempio dove vi è l'albero per poter imprigionare nuovamente il dio, dopo la sua liberazione da parte del padre di Elika per motivi che non starò a spoilerare. Quello che emerge da questi ultimi due capitoli della saga è che molto probabilmente la Ubisoft avrà in serbo per noi molte altre sorprese, starà a noi aspettare con il fiato sospeso.